Statuto

 

Statuto Associazione “FONDAMENTI”

L’ Associazione sarà retta secondo i principi del seguente Statuto:

ART. 1
COSTITUZIONE

È costituita un’Associazione denominata FONDAMENTI – Facilitatori Padronanza Personale Integrata (di seguito denominata PPI), con sede in Venezia, Cannaregio 1771. Ne fanno parte coloro che aderiscono al presente statuto, accettandone le regole.

L’Associazione si propone di rispondere all’esigenza di sviluppare, promuovere, diffondere e qualificare una cultura integrativa che sia di riferimento per tutte le professioni che hanno come fine, elemento ed oggetto la Persona Umana e le sue Relazioni e che sappia coniugare la Persona del professionista e il suo lavoro di supporto, sviluppo e aiuto agli altri.

L’Associazione si propone, inoltre, di sviluppare un lavoro di studio, consolidamento, ricerca e integrazione dei metodi di consapevolezza e trasformazione umana, facendoli confluire nella disciplina della PPI mettendola a disposizione dei suoi associati per favorirne la crescita personale e professionale.

Grazie alla diffusione dell’approccio etico, epistemologico, metodologico della PPI, l’Associazione si propone di favorire lo sviluppo del potenziale creativo umano in ambito professionale, orientare l’evoluzione personale e organizzativa verso modalità più relazionali, facilitare gli scambi, i collegamenti e la promozione tra tutti i professionisti che aderiscono a una cultura della consapevolezza relazionale e della responsabilità personale.

Possono aderire all’Associazione le figure professionistiche dell’apprendimento (ad es. coach, trainer, formatori, consulenti, counselor, docenti, ecc.), figure della relazione di aiuto (counselor, psicologi, infermieri, ecc.), figure del cambiamento organizzativo (ad es. quadri direttivi, manager, direttori, responsabili di persone o di funzione, ecc.) che abbiano aderito a un percorso significativo di PPI o di sviluppo personale coerente con i principi e i metodi dell’Associazione.

L’Associazione è autonoma, pluralista, interculturale, a carattere volontario e democratico, apartitica, apolitica e non ha scopi di lucro.

 

ART.2
FINALITÀ

La PPI è una pratica conoscitiva e di azione, continua, il cui obiettivo è la creazione e il mantenimento da parte della Persona di un preciso stato d’essere consapevole: presente e responsabile, centrato e aperto, a partire dal quale possono essere messe in campo specifiche capacità di osservazione, accoglienza, comprensione, condivisione e quindi di azione, in chi facilita ed esercita questa disciplina nella propria pratica professionale a favore delle persone che vengono supportate e facilitate.

In questo senso il presupposto ineliminabile della PPI (e quindi dell’Associazione) è che per realizzare, supportare o promuovere reali e duraturi cambiamenti nei contesti esterni è fondamentale conoscere, mettere in gioco e gestire continuamente la propria dimensione interna e soggettiva, che influenza necessariamente ogni realtà relazionale e di azione possibile. Di conseguenza, il professionista che supporta la persona e che facilita negli altri consapevolezze, cambiamenti e apprendimenti inerenti alla relazione con sé e con gli altri, deve a sua volta praticare su di sé la metodologia utilizzata, approfondire la conoscenza di sé, la propria integrità, le proprie motivazioni. Costituisce principio fondamentale di Fondamenti l’idea che solo un costante lavoro di auto-sviluppo e supervisione preservi e riduca il rischio di un uso improprio e inconsapevole dell’azione e della relazione da parte del professionista che lavora con le Persone.

La metodologia PPI è unica e si può associare ad altre specializzazioni e discipline, integrandone gli strumenti. è oggetto di un’attività permanente di ricerca, supervisione, integrazione, tutela e garanzia di corretta applicazione da parte dell’Associazione.

L’Associazione Fondamenti, attraverso la diffusione dei principi e delle metodologie della PPI, si prefigge i seguenti scopi:

  • re-integrare e ricostruire una nuova alleanza tra la Persona e le comunità nelle quali esercita le sue prassi di riferimento (organizzazioni, enti, aziende, famiglie, città, aggregazioni volontarie, associazioni, partiti, ecc.) a partire da un paradigma relazionale, conoscitivo e di azione fondato sull’osservazione, l’accoglienza, la comprensione e la condivisione, in modo da ridurre le separazioni psicologiche e culturali tra la Persona e i suoi contesti relazionali;
  • promuovere il paradigma conoscitivo e formativo sottostante al paradigma di riferimento della PPI, basato sulla capacità concreta e continua di discernere e ri-orientare le spinte difensive, separative e contrappositive (in quanto conflittuali e violente) in relazioni e prassi integrative, inclusive, connettive e creative;
  • facilitare e promuovere tutte le iniziative volte a favorire l’efficace integrazione tra:
  • percorsi e metodologie formative in grado di favorire l’emancipazione dai meccanismi e condizionamenti difensivi, ostacolanti e limitanti, sostenendo l’autorealizzazione del potenziale conoscitivo, relazionale e creativo della persona umana;
  • generare nuove prassi organizzative, culturali e professionali finalizzate alla trasformazione e al cambiamento, coniugandole con i percorsi continui di consapevolezza della PPI e con le relative dinamiche trasformative;
  • ricomporre la separazione tra bisogni e scopi personali e obiettivi professionali, per ripristinare il patto relazionale tra individuo e organizzazione;
  • contribuire a generare forme professionali specifiche, esclusive, finalizzate a nuove espressioni dell’intelligenza collettiva, cooperativa e creativa tramite rinnovate espressioni della leadership, creazione del valore, modalità di lavoro in gruppo, consulenza, formazione, coaching, comunità di pratiche, aggregazione organizzativa.

Questi scopi sono fondati sui valori della PPI: apertura, autenticità, condivisione, empatia, fiducia, alleanza e relazione generativa.

L’Associazione ha come obiettivi:

  • essere centro di riferimento e orientamento per una prassi professionale e organizzativa più creativa, relazionale e aggregativa, al crocevia tra la consapevolezza di sé e la leadership, la progettualità di gruppo, la creatività imprenditoriale e l’apprendimento organizzativo;
  • sostenere la pratica continua della consapevolezza, della trasformazione attraverso la PPI e qualificare specifici profili professionali in grado di diffondere una cultura legata a questa pratica e al sottostante paradigma umano e relazionale;
  • promuovere la crescita personale e professionale dei Soci mettendo a disposizione costanti occasioni per il lavoro di PPI continua (workshop, laboratori, spazi, ecc.), aggiornamento e informazione sugli sviluppi di questa metodologia e le sue applicazioni professionali;
  • definire l’attività professionale del Facilitatore che utilizza la PPI e indicarne i relativi standard, in funzione della professione di provenienza o del ruolo organizzativo svolto);
  • essere di riferimento e diffusione per chiunque sia interessato alla PPI in tutte le sue applicazioni;
  • sviluppare un lavoro di consolidamento, ricerca, sperimentazione e integrazione dei metodi legati alla PPI;
  • rappresentare i facilitatori qualificati che utilizzano l’approccio della PPI e che esercitano attività professionistica (consulenza, counseling, formazione, coaching, ecc.) e manageriale;
  • realizzare, in base alla L. 4/2013 ed eventuali successive modificazioni e integrazioni, un Registro attestante capacità personali e competenze abilitanti alla specifica metodologia della PPI e la specifica qualifica relativa all’applicazione pratica della metodologia PPI nella professione esercitata, dimostrata attraverso prove documentali, assessment ed esami interni;
  • promuovere forme di accertamento, riconoscimento e garanzia a tutela del fruitore dei servizi di consulenza, formazione e coaching basati sulla PPI, vigilando sull’ osservanza del Codice di Condotta.

 

ART. 3
STRUMENTI E ATTIVITÀ

L’Associazione per il raggiungimento dei suoi fini, intende promuovere varie attività, in particolare: progettazione, organizzazione e realizzazione di servizi e attività culturali, formative, informative, ricreative, corsi, workshop, seminari, colloqui individuali, gruppi di padronanza condivisa, convegni, conferenze, mostre, proiezioni, manifestazioni, inchieste, ricerche, altri eventi e servizi culturali.

 

Tali attività saranno attinenti alle seguenti aree tematiche:

  • sviluppo personale
  • pratiche di consapevolezza di sé e della relazione
  • consulenza, formazione e coaching
  • apprendimento organizzativo
  • leadership e imprenditorialità
  • sviluppo e liberazione del potenziale personale
  • comunicazione
  • tradizioni sapienziali antropologiche
  • filosofia e scienze umane
  • benessere psicofisico e spirituale
  • salute, sicurezza negli ambienti di lavoro
  • scienza, economia, politica
  • ecologia umana e tutela dell’ambiente e del territorio.

L’Associazione, inoltre, intende attivare:

sinergie sempre più ampie con enti, società, associazioni analoghe e istituzioni pubbliche e private che possano sostenerne gli scopi, anche attraverso il riconoscimento formale di attività da esse realizzate, che utilizzano significativamente il metodo relazionale e gestionale, oltre che i principi fondativi della PPI;

partenariati attivi attraverso il riconoscimento di programmi formativi coerenti con il metodo e i principi fondativi dell’Associazione e della PPI;

attività di formazione integrata attraverso corsi specifici e interventi nelle scuole, nelle università e nei vari luoghi di ricerca;

attività editoriale: pubblicazione di testi, articoli, atti di convegni e seminari, nonché di studi e ricerche compiute, usufruendo di mezzi e procedimenti tecnici idonei;

comunicazione digitale: istituzione di siti web, social, idonei blog per i soci per favorire lo scambio di informazioni, quesiti, dubbi ecc.

attività di promozione o partecipazione ad iniziative di solidarietà o di azione culturale coerenti con le finalità dell’Associazione.

L’Associazione, infine, intende promuovere e/o gestire ogni iniziativa formativa ritenuta idonea al raggiungimento degli obiettivi sociali; il tutto nella propria realtà o dovunque se ne renda utile e necessaria la presenza e nelle modalità più funzionali e trasparenti per raggiungere obiettivi di qualificazione dei propri soci.

L’Associazione, per il raggiungimento dei propri scopi sociali, potrà compiere tutte le operazioni mobiliari, immobiliari, creditizie e finanziarie che riterrà opportune.

 

ART. 4
RAPPORTO ASSOCIATIVO

I requisiti di ammissione e le condizioni di esclusione dall’Associazione sono regolati dalle norme del presente Statuto, dal Regolamento dell’Associazione e dal Codice Etico in conformità alle vigenti leggi.

L’Associazione prevede per propri soci una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire la continuità del rapporto medesimo. Esclude la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevede per i soci esperti e qualificati il diritto di voto per l’approvazione e le modifiche dello statuto e per la nomina degli organi direttivi dell’Associazione.

Per i primi 6 anni i Soci Fondatori comporranno il Consiglio Direttivo Nazionale. Tale opzione è motivata anche allo scopo di poter garantire la corretta applicazione della metodologia di PPI dell’Associazione.

 

ART. 5
SOCI

L’Associazione “FONDAMENTI” è aperta a tutti coloro che, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividono lo spirito e gli ideali.
Sono membri dell’Associazione:

i Soci Fondatori;

i Soci Esperti;

i Soci Qualificati;

i Soci Sostenitori;

i Soci Onorari.

Sono Soci Fondatori coloro che hanno contribuito alla nascita dell’Associazione, in funzione dell’impegno profuso e della condivisone degli obiettivi.

Sono Soci Esperti tutti coloro che dimostrino di saper padroneggiare la metodologia in termini di sviluppo personale e siano in possesso dei requisiti di base descritti dal regolamento organizzativo. Essi devono presentare domanda al Consiglio Direttivo Nazionale, unitamente all’atto sottoscritto di accettazione di attenersi dello statuto, del regolamento organizzativo e delle deliberazioni degli organi sociali.

Sono Soci Qualificati tutti coloro che dimostrino, oltre a saper padroneggiare la metodologia in termini di sviluppo personale, di esercitare professionalmente tale metodologia nel rispetto delle condizioni previste dal regolamento organizzativo. Essi devono presentare domanda al Consiglio Direttivo Nazionale, unitamente all’atto sottoscritto di accettazione di attenersi dello statuto, del regolamento organizzativo e delle deliberazioni degli organi sociali.

Sono Soci Sostenitori tutti coloro che condividendo lo spirito e le finalità dell’Associazione, facciano richiesta di adesione e la cui domanda venga accolta dal Consiglio Direttivo Nazionale. I Soci sostenitori versano un quota annuale contenuta ma non partecipano ad alcuna attività elettiva, sia in forma attiva che passiva.

Sono Soci Onorari le istituzioni, gli enti o i soggetti che abbiano contribuito in maniera determinante, con la loro opera o il loro sostegno ideale o economico, alla mission dell’Associazione. Vengono ammessi previa delibera del Consiglio Direttivo Nazionale. Sono esonerati dal versamento della quota annuale e non partecipano ad alcuna attività elettiva, sia in forma attiva che passiva.

 

ART. 6
DIRITTI E DOVERI DEI SOCI

Il Socio ha diritto a partecipare a tutte le attività sociali descritte all’Art. 3, secondo le modalità stabilite nell’apposito regolamento organizzativo.

La posizione di Socio Esperto e Socio Qualificato comporta l’accettazione di tutte le norme previste dal presente statuto e delle eventuali modifiche successive, del regolamento interno, del Codice di Condotta nonché l’osservanza delle delibere degli organi sociali e il pagamento delle quote associative deliberate dal Consiglio Direttivo Nazionale.

I Soci hanno la responsabilità di difendere sempre il buon nome dell’Associazione, di osservare le delibere adottate dal Consiglio Direttivo Nazionale e dall’Assemblea, di rispettare le regole stabilite dalle istituzioni e dalle associazioni alle quali FONDAMENTI stessa dovesse aderire.

 

ART. 7
PERDITA DELLA QUALIFICA DI SOCIO

I Soci cessano di appartenere all’Associazione per:

  • dimissioni volontarie, comunicate a mezzo lettera raccomandata o pec;
  • decesso;
  • morosità: il socio che non provvederà al pagamento della quota associativa verrà di diritto escluso dall’Associazione dopo tre solleciti approvati dal Consiglio Direttivo;
  • sospensione/espulsione: a seguito di ricevuta segnalazione di comportamenti professionali inadempienti rispetto al Codice di Condotta e successivamente deliberata dal Consiglio Direttivo Nazionale su valutazione del Collegio dei Probiviri.

Le sanzioni disciplinari sono emesse contro il Socio che commette azioni ritenute disonorevoli, dentro e fuori dall’Associazione, o che per la sua condotta costituisce ostacolo al buon andamento del sodalizio associativo. Il provvedimento di espulsione viene comunicato ai Soci nella prima Assemblea dei Soci prevista. Le quote versate dal Socio che ha perso la qualifica non sono rimborsabili.

 

ART. 8
ENTRATE

I mezzi finanziari sono costituiti dalle quote associative, determinate annualmente dal Consiglio Direttivo Nazionale, dai contributi di Enti, Istituzioni, privati, associazioni, oblazioni, lasciti, donazioni, proventi di iniziative connesse all’attività istituzionale e dirette al conseguimento delle finalità associative, nonché da corrispettivi specifici versati dai soci in cambio di particolari servizi usufruiti, forniti dall’Associazione e rientranti nell’oggetto sociale, purché non eccedenti il limite del costo sostenuto dall’Associazione stessa per le attività realizzate e da ogni altro tipo di entrata.

 

ART. 9
DIVIETO DI DISTRIBUZIONE DELL’UTILE

Vi è assoluto divieto di distribuzione, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.

Gli utili o avanzi di gestione saranno depositati in un fondo riserve o reimpiegati in attività istituzionali o in iniziative connesse al raggiungimento degli scopi statutari.

 

ART. 10
RENDICONTO

L’esercizio finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.
Il Consiglio Direttivo Nazionale e l’Assemblea dei soci avranno l’obbligo rispettivamente di redigere e approvare annualmente entro il 31 marzo un rendiconto economico e finanziario. Tale bilancio consuntivo, congiuntamente a un’ ipotesi di preventivo per l’anno successivo, viene riportato, con il relativo verbale di approvazione da parte dei soci, sul libro dei verbali e messo a disposizione dei soci per la consultazione.

 

ART. 11
ORGANI

Gli organi dell’Associazione sono:

l’Assemblea dei Soci;

il Consiglio Direttivo Nazionale;

il Presidente;

il Collegio dei Revisori;

il Collegio dei Probiviri;

il Comitato Tecnico-Scientifico.

Tutti gli incarichi sociali si intendono a titolo gratuito ma con la corresponsione dei rimborsi delle spese effettuate per lo svolgimento dell’incarico, qualora l’Associazione sia in possesso delle risorse necessarie.

 

ART. 12
ASSEMBLEA DEI SOCI

L’Assemblea dei Soci è il massimo organo deliberativo dell’Associazione. Le sue delibere prese in conformità dello statuto e dell’eventuale regolamento interno, vincolano tutti i soci anche se assenti o dissenzienti.

Potranno prendere parte alle assemblee i soci in regola con il versamento della quota annuale. I soci esperti e qualificati hanno diritto a un voto nelle assemblee e possono essere rappresentati da altri. Ogni socio votante può esprimere una o più deleghe in funzione del regolamento vigente.

 

ART. 13
CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA

La convocazione dell’Assemblea dei Soci avverrà normalmente entro il 31 marzo di ogni anno per l’approvazione, in particolare, del rendiconto consuntivo dell’anno precedente e del rendiconto preventivo dell’anno in corso e del programma delle attività.

La convocazione dell’Assemblea, oltre che dal Consiglio Direttivo Nazionale a seguito di propria deliberazione, può essere richiesta dalla metà più uno dei soci, proponendo l’ordine del giorno.

In tal caso, la stessa dovrà essere convocata, da parte del Presidente del Consiglio Direttivo Nazionale, entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta.

La convocazione dell’Assemblea deve avvenire con apposito avviso almeno 20 (venti) giorni prima della data di convocazione, seguito da invito ai soci tramite il servizio di posta elettronica (e-mail) o altro mezzo idoneo.

Le Assemblee sono valide con la presenza della maggioranza dei soci, in prima convocazione. In seconda convocazione la validità prescinde dal numero dei soci presenti.

 

ART. 14
DELIBERE DELL’ASSEMBLEA

Spetta all’Assemblea dei Soci:

  • eleggere i membri del Consiglio Direttivo Nazionale;
  • approvare il rendiconto consuntivo e preventivo predisposto dal Consiglio Direttivo Nazionale con le rispettive relazioni;
  • revocare il Consiglio Direttivo;
  • eleggere il Collegio dei Revisori;
  • apporre modifiche allo statuto;
  • approvare il piano delle attività e delle iniziative annuali.

Le delibere sono valide se approvate dalla maggioranza dei Soci presenti, sia in prima che in seconda convocazione.

Delle delibere verrà redatto verbale, regolarmente riportato sul libro dei verbali dell’Assemblea dei Soci, messo a disposizione dei Soci per la consultazione.

 

ART. 15
MODIFICHE STATUTARIE

Eventuali modifiche al presente statuto potranno essere discusse e deliberate dall’Assemblea dei soci solo se poste all’ordine del giorno. Per tali deliberazioni occorrerà il voto favorevole di almeno 4/5 (quattro/quinti) dei votanti.

 

ART. 16
CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

Il Consiglio Direttivo Nazionale, è composto da un minimo di 3 (tre) a un massimo di 10 (dieci) membri effettivi eletti dall’Assemblea dei Soci con la procedura e le modalità previste dal regolamento organizzativo.

All’interno del Consiglio Direttivo Nazionale viene eletto il Presidente che, successivamente, nomina un Vicepresidente (con funzioni di Segretario) e un Tesoriere.

Il Consiglio Direttivo Nazionale rimane in carica 3 (tre) anni e i suoi componenti possono essere rieletti.

Il Consiglio Direttivo Nazionale può essere revocato dall’Assemblea dei Soci e per tale delibera occorrerà il voto favorevole di almeno i 2/3 (due/terzi) dei votanti.

Il membro del Consiglio Direttivo Nazionale che non partecipi a 3 (tre) riunioni consecutive senza giustificato motivo, decade dalla carica.

Il consigliere dimissionario e/o decaduto dalla carica è sostituito da un nuovo membro che rimane in carica fino alla scadenza naturale dell’intero Consiglio Direttivo.

Il Consiglio Direttivo Nazionale risponde del buon andamento degli scopi dell’Associazione sia sul piano morale che su quello finanziario, anche in deroga dell’art. 38 del C.C.

Il primo Consiglio Direttivo Nazionale include i Soci Fondatori e resta in carica due mandati in funzione di un’adeguata cura della mission associativa e della sua specifica metodologia.

 

ART. 17
DELIBERE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

Al Consiglio Direttivo spetta di:

  • redigere il regolamento dell’Associazione;
  • proporre il programma e il piano annuale delle attività associative rispettando le direttive dell’Assemblea e le finalità dell’Associazione;
  • redigere il rendiconto preventivo e consuntivo da sottoporre all’Assemblea;
  • deliberare sulle domande di ammissione dei Soci;
  • determinare, annualmente, l’importo della quota associativa,
  • curare l’ordinaria amministrazione;
  • escludere o sospendere momentaneamente il socio per morosità o indegnità, in conformità a quanto stabilito nel presente Statuto;
  • segnalare al Collegio dei Probiviri eventuali comportamenti non conformi da parte del socio;
  • ratificare eventuali provvedimenti disciplinari resi necessari nei confronti del socio da parte del Collegio dei Probiviri;
  • fissare le date delle Assemblee Ordinarie dei Soci (da svolgersi almeno una volta l’anno).

Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o lo richiedano almeno i 2/3 (due/terzi) dei Consiglieri.

Il Consiglio Direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei membri. Le deliberazioni verranno adottate a maggioranza dei presenti e in caso di parità il prevale il voto del Presidente.

Delle delibere verrà redatto verbale, regolarmente riportato sul libro dei verbali del Consiglio Direttivo, messo a disposizione dei soci per la consultazione.

 

ART. 18
PRESIDENTE

Il Presidente del Consiglio Direttivo Nazionale dirige l’Associazione e ne è il Legale Rappresentante.
Il Presidente ha il potere di firma, convoca e presiede il Consiglio Direttivo e l’Assemblea dei Soci.

Nelle deliberazioni del Consiglio Direttivo, in caso di equilibrio, prevale il voto del Presidente.

 

ART. 19
SEGRETARIO E TESORIERE

Il Vicepresidente, con funzioni di Segretario, sostituisce il Presidente, in caso di sua assenza o impedimento temporaneo e in quelle mansioni nelle quali viene espressamente delegato dallo stesso.

Il Segretario cura l’esecuzione delle deliberazioni del Presidente, del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea, redige i verbali delle riunioni, attende alla corrispondenza.

Provvede alla conservazione delle proprietà dell’Associazione ed esegue i vari mandati del Consiglio Direttivo Nazionale.

Il Tesoriere cura la tenuta della contabilità e dei relativi documenti, prepara il rendiconto preventivo e consuntivo, predispone la relazione finanziaria sullo stesso e sottopone il tutto al Consiglio Direttivo Nazionale.

 

ART. 20
COLLEGIO DEI REVISORI

L’Assemblea dei soci ha facoltà di nominare un Collegio dei Revisori, composto da un minimo di 1 (uno) a un massimo di 3 (tre) membri.

Il Collegio vigila sulla gestione finanziaria dell’Associazione, accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, esamina le proposte di rendiconto preventivo e consuntivo redigendo apposite relazioni ed effettua verifiche di cassa.

Il Collegio resta in carica 3 (tre) anni e i suoi componenti possono essere confermati.

La nomina del primo collegio dei revisori è prerogativa del Consiglio Direttivo Nazionale.

 

ART. 21
COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Il Consiglio Direttivo Nazionale nomina un “Collegio dei Probiviri” composto da 3 (tre) membri e che rimane in carica 3 (tre) anni. Ogni membro è rieleggibile.

La carica di Probiviro è incompatibile con quella di ogni altro organismo sociale.

Il Collegio dei Probiviri risolve le eventuali controversie che sorgono fra i Soci, o fra questi e l’Associazione o i suoi organi, secondo quanto previsto dal Regolamento Organizzativo.

Il Collegio dei Probiviri giudica in tutti i casi previsti secondo equità e rispondenza e in totale presenza dei suoi componenti.

Il Collegio dei Probiviri comunica immediatamente al Presidente Nazionale il provvedimento adottato che viene ratificato dal Consiglio Direttivo Nazionale e reso esecutivo.

 

Art. 22
COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

Il Comitato Tecnico-Scientifico è l’organismo dedicato a fornire le opportune linee di integrazione teorica e metodologica, compresi aspetti di validazione dei requisiti richiesti. È composto da un minimo di 3 (tre) a un massimo di 5 (cinque) membri nominati dal Consiglio Direttivo Nazionale e i cui requisiti sono descritti nel Regolamento Organizzativo.

Il Comitato Tecnico-Scientifico rimane in carica 5 (cinque) anni e i suoi membri possono essere riconfermati.

Il Comitato Tecnico Scientifico, nella sua prima riunione utile, da svolgersi non oltre i 2 (due) mesi dall’insediamento, elegge tra i suoi componenti un Presidente che partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale ottemperando al ruolo di rappresentanza dell’organismo.

 

ART. 23
SEZIONI TERRITORIALI

L’Associazione può istituire delle sezioni nei territori al fine di meglio attuare gli scopi sociali.

 

ART. 24
DURATA E SCIOGLIMENTO

La durata dell’Associazione è illimitata.

L’Associazione potrà essere sciolta per volontà dell’Assemblea dei Soci, con delibera dei 4/5 (quattro/quinti) aventi diritto al voto e, in ogni altro caso previsto dalle leggi vigenti.

 

ART. 25
DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO

In caso di estinzione o scioglimento dell’Associazione per qualunque causa, il patrimonio della stessa sarà devoluto a un’Associazione, ente o società avente finalità analoghe.

 

ART. 26
RINVIO

Per tutto quanto non previsto dal presente Statuto si rinvia alle norme del Codice Civile.